C-ITS
Generazione di messaggi DENM e IVIM a partire dagli eventi rilevati, secondo i profili ETSI EN 302 637-3 e TS 103 301.
Sensoristica per infrastrutture stradali
TechVoyageRoad progetta, installa e mantiene reti di sensori per autostrade, tangenziali e viabilità provinciale. Misuriamo flussi, carichi, condizioni del manto e comportamento delle opere d’arte, e consegniamo al gestore un dato tracciabile fino al singolo nodo di campo.
Intervallo di lavoro degli accelerometri MEMS impiegati sul monitoraggio delle opere d’arte.
Accumulo dimensionato sull’irraggiamento reale del sito e sul periodo più sfavorevole dell’anno.
Il profilo si sceglie sul bilancio di collegamento, non sul catalogo del fornitore.
Soluzioni
Ogni linea nasce da una domanda diversa del gestore — quanto passa, quanto pesa, come si comporta l’opera, quando intervenire — ma converge nello stesso formato e nello stesso archivio. Nessun silo, nessun tracciato proprietario da decifrare a distanza di anni.

Spire, magnetometri e piezoelettrici WIM. Posa in taglio o annegata, taratura in sito.
Approfondisci
Classificazione veicolare e matrici O/D. Tempi di percorrenza e livelli di servizio.
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Accelerometri MEMS, inclinometri, celle di carico. Impianti coerenti con le Linee Guida ponti.
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Opacimetri, sonde CO, anemometri, conteggio. Integrazione con ventilazione e piani di emergenza.
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Modelli di degrado su carichi realmente transitati. Soglie, allarmi e programmazione degli interventi.
Approfondisci
SCADA, sinottici e gestione degli eventi. Comando dei pannelli a messaggio variabile.
ApprofondisciMetodo
Cinque fasi con esiti verificabili. La durata di ciascuna dipende dal sito e dalla finestra di cantiere concessa, ma l’ordine non cambia mai: senza rilievo non c’è progetto, senza taratura non c’è misura.
Sopralluogo con il gestore, verifica della sezione stradale, dello stato della pavimentazione, delle interferenze e della disponibilità di alimentazione e copertura radio.
Scelta della famiglia di sensori, calcolo del bilancio energetico dei nodi, definizione del piano di indirizzamento e del profilo di trasmissione.
Posa in cantiere notturno o con corsia deviata: taglio e sigillatura delle spire, carotaggi per i magnetometri, staffaggio dei radar, cablaggio agli armadi di campo.
Verifica in sito con veicoli di riferimento, allineamento degli orologi, correzione delle soglie di classificazione e collaudo della catena di trasmissione.
Telemetria continua, controllo di plausibilità sui dati, manutenzione programmata e aggiornamento firmware con finestra concordata.
Dati e centrale operativa
Fra il passaggio di un asse e la decisione di accendere un pannello a messaggio variabile ci sono sei passaggi. Ognuno può degradare il dato, e ognuno deve poter essere ispezionato a posteriori: per questo marchiamo ogni record con l’identificativo del nodo, l’istante UTC e la versione del firmware che l’ha prodotto.
Schede tecniche
Non esiste una tecnologia migliore in assoluto: esiste quella compatibile con la sezione stradale, con la finestra di cantiere e con la grandezza che serve davvero misurare. I valori riportati sono intervalli tipici di progetto, da verificare sul sito.
| Parametro | Spira induttiva | Magnetometro AMR | Piezoelettrico WIM |
|---|---|---|---|
| Grandezza misurata | Presenza, occupazione, velocità e lunghezza con coppia di spire | Presenza e passaggio, velocità con coppia di nodi sincronizzati | Carico dinamico per asse, distanza fra assi, massa totale stimata |
| Principio di funzionamento | Variazione di induttanza dell’anello alla presenza di massa metallica | Perturbazione locale del campo magnetico terrestre | Generazione di carica elettrica proporzionale alla sollecitazione |
| Alimentazione | Da armadio di campo, 230 V con gruppo di continuità | Batteria al litio interna, nodo autonomo | Da armadio di campo, elettronica di condizionamento dedicata |
| Protocollo di trasmissione | Cablato verso il concentratore, poi fibra o NB-IoT | LoRaWAN EU868 o radio proprietaria sub-GHz verso gateway | Cablato, elaborazione locale e invio dei record per veicolo |
| Intervallo di campionamento | Scansione dell’anello nell’ordine del kilohertz | Da 32 Hz a 128 Hz secondo il profilo energetico impostato | Da 1 kHz a 10 kHz per ricostruire il picco di carico |
| Grado di protezione | Cavo e giunzione annegati e sigillati, IP68 sulla parte interrata | Involucro IP68, foro carotato richiuso con resina | Sensore annegato in resina, morsettiera in pozzetto IP67 |
| Manutenzione attesa | Verifica annuale dell’induttanza; vulnerabile a fessurazione e rifacimento del tappeto | Sostituzione del nodo a fine vita della batteria; nessun intervento in carreggiata nel frattempo | Ritaratura periodica con veicolo di riferimento; sensibile a ormaie e cedimenti del supporto |
Interoperabilità
Un impianto che parla una sola lingua proprietaria invecchia male: alla prima gara di manutenzione il gestore si ritrova prigioniero del fornitore. Progettiamo l’uscita dei dati prima dell’ingresso.
Generazione di messaggi DENM e IVIM a partire dagli eventi rilevati, secondo i profili ETSI EN 302 637-3 e TS 103 301.
Integrazione con i sistemi di supervisione esistenti via OPC UA, Modbus TCP e IEC 60870-5-104.
Nodi in banda EU868 con adattamento dinamico dello spreading factor e rispetto del ciclo di lavoro dell’1%.
Telemetria 3GPP Rel-13 con PSM ed eDRX per i nodi lontani dai gateway di proprietà.
Interfaccia documentata con autenticazione OAuth 2.0, paginazione e marcatura temporale UTC su ogni record.
Estrazioni pianificate in CSV e Parquet con dizionario dei campi allegato, pronte per l’ufficio traffico.
Pubblicazione dei layer in WFS e GeoJSON, con progressiva chilometrica e coordinate in EPSG:6707.
Comando dei PMV a partire da soglie configurabili, con registro delle attivazioni e revoca automatica.
Osservatorio
Quello che impariamo in cantiere e in centrale operativa, scritto per chi deve decidere: tecnici degli enti gestori, uffici traffico, direzioni lavori.
Spire, magnetometri e radar producono un conteggio affidabile senza riprendere nulla: ecco come si scelgono e cosa cambia sul piano della privacy.
Temperatura del manto, punto di rugiada e residuo salino: le grandezze che decidono quando far uscire i mezzi spargisale.
Un impulso di spira non è un’informazione. Il percorso che lo trasforma in una decisione di esercizio passa da sei passaggi ben precisi.
Ormaie, fessurazione a pelle di coccodrillo, ammaloramenti localizzati: quali sensori li anticipano e quali no.
CAM, DENM, IVIM: cosa contengono davvero i messaggi cooperativi e perché un impianto chiuso invecchia male.
La direttiva NIS2 ha spostato l’asticella: segmentazione, gestione delle identità e notifica degli incidenti diventano requisiti di progetto.
Dicono i gestori
Il valore non è stato il conteggio in sé: quello lo avevamo già. È stato poter dire, davanti a una contestazione, da quale nodo veniva il numero, con quale firmware e quando era stato tarato l’ultima volta.
Avevamo tre sistemi che non si parlavano e un ufficio che passava le giornate a riconciliare fogli di calcolo. Il passaggio a un’unica esportazione con dizionario dei campi ci ha restituito quel tempo.
Domande ricorrenti
Dipende dalla tecnologia. Una coppia di spire induttive richiede taglio, posa, sigillatura e maturazione del sigillante: la corsia resta interdetta per l’intera lavorazione notturna. Un magnetometro wireless si installa in un foro carotato di piccolo diametro e riduce sensibilmente il tempo di occupazione. Radar e sensori laser laterali, infine, si montano su palo o su portale senza toccare la carreggiata: sono la scelta obbligata quando la deviazione del traffico è impraticabile.
No. Le famiglie di sensori che installiamo — spire, magnetometri, piezoelettrici, radar Doppler e a scansione — restituiscono grandezze fisiche: presenza, occupazione, velocità, lunghezza, numero e carico degli assi. Non producono immagini né identificativi del veicolo, quindi il trattamento non riguarda dati personali ai sensi del Regolamento (UE) 2016/679. Dove il gestore richieda anche la lettura targhe per finalità proprie, il sottosistema resta separato e con una base giuridica autonoma.
La pesatura dinamica si valuta secondo le classi della specifica europea COST 323, che descrivono l’errore ammesso sul carico per asse e sulla massa totale. L’accuratezza raggiungibile dipende molto più dal supporto che dal sensore: servono una pavimentazione rigida e planare, un tratto rettilineo, pendenza contenuta e velocità stabile. Su un sito idoneo e con taratura eseguita con veicolo di riferimento si ottengono risultati adatti al pre-selezionamento dei mezzi da avviare al controllo; per usi sanzionatori serve invece uno strumento omologato e verificato metrologicamente.
Il bilancio energetico si calcola in fase di progetto, non si dichiara a priori. Entrano nel conto la frequenza di trasmissione, lo spreading factor imposto dalla distanza dal gateway, la corrente di riposo dell’elettronica e la temperatura di esercizio, che sulle batterie al litio incide parecchio. Nei nodi con pannello fotovoltaico dimensioniamo l’accumulo LiFePO₄ sul periodo più sfavorevole dell’anno e sull’irraggiamento reale del sito, ombreggiamenti compresi.
Nella quasi totalità dei casi sì. Esponiamo i dati su OPC UA, Modbus TCP e IEC 60870-5-104 per il mondo della supervisione, e su API REST con autenticazione OAuth 2.0 per gli applicativi gestionali. Se la centrale esistente non prevede un canale adatto, forniamo un concentratore di campo che fa da adattatore di protocollo e mantiene lo storico locale in caso di caduta del collegamento.
Le Linee Guida approvate con decreto ministeriale organizzano la gestione dei ponti in livelli successivi di approfondimento, dal censimento fino alla valutazione accurata, e assegnano a ogni opera una classe di attenzione. Il monitoraggio strumentale non sostituisce le ispezioni visive né l’analisi documentale: le integra, fornendo la serie temporale che consente di verificare se un difetto rilevato evolve. Progettiamo l’impianto a valle della classe di attenzione assegnata dal gestore, non prima.
Con un processo scritto e concordato. Ogni componente ha una distinta software mantenuta aggiornata, gli aggiornamenti firmware sono firmati e verificati dal nodo prima dell’applicazione, le finestre di intervento sono programmate con il gestore e ogni modifica è tracciata. La direttiva NIS2 e la sua norma di recepimento hanno reso questi obblighi parte del progetto, non un’aggiunta successiva: segmentazione delle reti, gestione delle identità, registrazione degli eventi e procedure di notifica degli incidenti si definiscono insieme all’architettura.
Ci mandi la progressiva chilometrica, la sezione stradale e la domanda a cui deve rispondere. Le diciamo quale famiglia di sensori ha senso e quale no, anche quando la risposta è che l’impianto esistente basta già.