Rilevamento in sede stradale
Sensori stradali
Spire induttive, magnetometri wireless e sensori piezoelettrici per pesatura dinamica: la strumentazione che sta dentro o sotto la pavimentazione, dove il traffico si misura davvero.
Riferimento TVR-S01
La scelta della famiglia parte dalla sezione stradale
Una spira induttiva è un anello di cavo posato in un taglio di pochi millimetri nella pavimentazione e sigillato con resina. L'elettronica di campo la eccita a una frequenza nell'ordine delle decine di kilohertz e sorveglia la variazione di induttanza provocata dalla massa metallica che vi transita sopra. È la tecnologia più matura e più economica per singolo punto di misura, restituisce presenza e occupazione con grande stabilità e, in configurazione a coppia, anche velocità e lunghezza del veicolo.
Ha però due debolezze note: dipende dall'integrità della pavimentazione — una fessurazione che attraversa il taglio interrompe la spira — e impone di occupare la corsia per l'intera lavorazione. Su un tratto con tappeto d'usura a fine vita, o dove la deviazione del traffico è impraticabile, la spira è la scelta sbagliata anche se sulla carta costa meno.
Il magnetometro anisotropo wireless si installa in un foro carotato di piccolo diametro, richiuso con resina, e rileva la perturbazione che il veicolo introduce nel campo magnetico terrestre locale. Il tempo di occupazione della corsia si riduce a pochi minuti per punto. Il prezzo da pagare è l'autonomia: il nodo vive di batteria, e il profilo energetico decide la frequenza di campionamento sostenibile.
I sensori laterali — radar Doppler a 24 GHz, radar a scansione a 77 GHz, laser a tempo di volo — non toccano la carreggiata. Si montano su palo o su portale esistente e coprono più corsie con un solo dispositivo. Sono la risposta obbligata quando il cantiere in carreggiata non è concedibile, con la cautela che l'occlusione fra veicoli affiancati degrada la classificazione nelle ore di punta.
Pesatura dinamica: il sensore conta meno del supporto
Il sensore piezoelettrico per pesatura dinamica genera una carica elettrica proporzionale alla sollecitazione meccanica: da qui si ricava il carico per asse, la distanza fra gli assi e una stima della massa totale del veicolo in movimento. L'elettronica campiona a frequenze fra il kilohertz e le decine di kilohertz per ricostruire fedelmente il picco di carico.
L'errore, però, nasce quasi tutto fuori dal sensore. Serve un tratto rettilineo, con pendenza longitudinale contenuta, pavimentazione rigida e planare, priva di ormaie e di cedimenti differenziali. Serve velocità stabile: un veicolo che frena sopra il sensore produce una lettura inutilizzabile. La specifica europea COST 323 codifica classi di accuratezza proprio per rendere confrontabili installazioni diverse, ed è alla classe raggiungibile sul sito che si commisura l'uso previsto.
Pre-selezione, non sanzione
Un impianto di pesatura dinamica non omologato serve a indirizzare verso la piazzola di controllo i mezzi che con ogni probabilità superano i limiti. La contestazione formale richiede uno strumento omologato e verificato metrologicamente, in condizioni statiche o semistatiche. Confondere i due usi è il modo più rapido per far cadere un accertamento.
Posa, sigillatura e collaudo
Il cantiere è la parte del lavoro che non ammette scorciatoie. Il taglio della spira si esegue con lama diamantata a profondità e larghezza controllate, gli spigoli si smussano per non tranciare la guaina, il cavo si posa senza tensione e si sigilla con un prodotto compatibile con il legante della pavimentazione. La giunzione con il cavo di alimentazione va in pozzetto, mai nel taglio.
- Misura dell'induttanza e della resistenza di isolamento prima e dopo la sigillatura, con verbale.
- Prova di continuità sul cavo di risalita e verifica della messa a terra dell'armadio di campo.
- Allineamento degli orologi via NTP e controllo della deriva residua fra nodi affacciati.
- Passaggi di taratura con veicolo di riferimento a velocità note, ripetuti su ogni corsia.
- Confronto incrociato di un intervallo di 24 ore con un conteggio indipendente.
Che cosa consegniamo a fine lavori
Oltre all'impianto funzionante, la documentazione che rende manutenibile l'impianto quando noi non ci saremo: planimetria con la posizione georiferita di ogni sensore e la relativa progressiva chilometrica, schema dei cablaggi, distinta dei materiali con codici di ricambio, verbali di collaudo e taratura, credenziali amministrative consegnate al gestore e non trattenute.
La documentazione include il dizionario dei campi del tracciato dati: nome, unità di misura, dominio dei valori ammessi, significato dei codici di qualità. È la parte che quasi nessuno chiede in fase di gara e che tutti rimpiangono al primo cambio di fornitore.
Ha un tratto da strumentare?
Ci descriva il problema — un conteggio da rifare, un viadotto da sorvegliare, una galleria da adeguare — e Le rispondiamo con un'ipotesi tecnica motivata, comprese le alternative che costano meno della nostra.