Sicurezza in sotterraneo

Gestione delle gallerie

In galleria la strumentazione non serve a contare: serve a decidere se ventilare, se rallentare, se chiudere. Ogni sensore è collegato a un'azione prevista dal piano di emergenza.

Riferimento TVR-S04

Interno di una galleria stradale illuminata con corsie segnalate

Le grandezze che governano la ventilazione

La logica di ventilazione di una galleria stradale si regge su tre famiglie di misure. Gli opacimetri misurano l'estinzione della luce lungo un percorso ottico noto e restituiscono la visibilità residua, il parametro che conta per la sicurezza di marcia. Le sonde di monossido di carbonio, e dove pertinente di biossido di azoto, sorvegliano la qualità dell'aria. Gli anemometri misurano velocità e verso della corrente d'aria longitudinale, che determina se i ventilatori stanno aiutando o contrastando il moto naturale.

La misura del verso è meno banale di quanto sembri: in una galleria a doppio senso il flusso può invertirsi con il vento esterno o con lo squilibrio di traffico fra le due direzioni, e una logica di ventilazione che ignora l'inversione può spingere i fumi verso i veicoli fermi invece che lontano da essi.

Conteggio e presenza in condizioni difficili

In galleria il conteggio serve alla ventilazione — il carico inquinante dipende dal numero e dal tipo di veicoli — e alla gestione degli eventi. L'ambiente però è ostile: umidità elevata, polveri, assenza di luce naturale, superfici riflettenti che disturbano i sensori ottici. Le spire annegate e i sensori radar restano le opzioni più stabili; i sistemi ottici richiedono manutenzione della pulizia delle ottiche con una frequenza che va messa a bilancio fin dal progetto.

Un caso a parte è il rilevamento del veicolo fermo. Una fermata in galleria è un evento potenzialmente critico e va riconosciuto in tempi brevi. Le spire in configurazione di presenza danno un segnale immediato di occupazione prolungata; i radar a scansione forniscono la posizione lungo la canna. La combinazione dei due riduce i falsi positivi generati dalla coda in ingresso.

Integrazione con impianti e piani di emergenza

Il sensore in galleria non ha valore in sé: lo acquista quando la sua misura entra in una sequenza automatica verificata. Il collegamento con il sistema di supervisione avviene tipicamente su IEC 60870-5-104 o OPC UA, con anello in fibra ottica ridondato lungo la canna, in modo che l'interruzione in un punto non isoli l'intero tratto.

  • Soglia di opacità superata: incremento della ventilazione e riduzione del limite di velocità sui pannelli.
  • Veicolo fermo confermato: allerta alla sala, semaforo rosso in ingresso, verifica con la squadra di pronto intervento.
  • Rilevazione incendio: sequenza di ventilazione secondo il piano, chiusura degli accessi, apertura delle uscite di emergenza.
  • Guasto di un sensore: degrado controllato della logica su un insieme ridotto di misure, con segnalazione esplicita.

Ogni sequenza è provata in collaudo con simulazione degli ingressi e registrata a verbale, e riprovata dopo ogni modifica sostanziale del software di supervisione.

Manutenzione in un ambiente che non perdona

La manutenzione in galleria si programma sulle finestre di chiusura notturna, che sono poche e contese fra tutti gli operatori. Per questo privilegiamo componenti sostituibili rapidamente, connettori a innesto anziché morsettiere, e diagnostica remota che dica in anticipo quali apparati vanno portati in cantiere. Ogni intervento non pianificato in galleria costa in ore di chiusura molto più di quanto costi il ricambio.

La taratura degli opacimetri richiede filtri di riferimento a estinzione nota e va ripetuta con periodicità stabilita; le sonde di gas hanno elementi sensibili con vita utile definita, oltre la quale la lettura deriva lentamente verso il basso — cioè verso il lato pericoloso, perché una sonda che sottostima non fa scattare nulla. Il registro delle tarature, con data, esito e operatore, è parte della documentazione di esercizio dell'opera.

Adeguamenti su gallerie esistenti

La maggior parte dei nostri interventi non riguarda gallerie nuove ma opere in esercizio, spesso realizzate decenni fa e successivamente adeguate a più riprese. Il problema tecnico dominante non è la scelta dei sensori: è la convivenza con impianti stratificati, con documentazione incompleta e con cavidotti già saturi.

  • Rilievo dello stato di fatto degli impianti esistenti, con verifica sul posto e non solo sugli elaborati d'archivio.
  • Verifica della capienza residua dei cavidotti e dei pozzetti, che decide fra cablaggio tradizionale e soluzioni radio.
  • Definizione delle fasi di lavorazione compatibili con l'esercizio, cioè con il numero di notti di chiusura effettivamente concedibili.
  • Piano di ritorno alla configurazione precedente per ogni fase, in caso di guasto durante la finestra di lavoro.

L'ultimo punto è quello che distingue un cantiere gestito da uno improvvisato: alle cinque del mattino la galleria deve riaprire in condizioni di sicurezza, che l'intervento sia riuscito o meno.

Ha un tratto da strumentare?

Ci descriva il problema — un conteggio da rifare, un viadotto da sorvegliare, una galleria da adeguare — e Le rispondiamo con un'ipotesi tecnica motivata, comprese le alternative che costano meno della nostra.

Richiedi una consulenza