Chi siamo
Una società di ingegneria che lavora dove finisce il progetto
TechVoyageRoad S.r.l. nasce a Roma dall’incontro fra un gruppo di ingegneri dei trasporti e un gruppo di progettisti elettronici. La ragione era semplice: fra il documento di progetto di un impianto di monitoraggio e l’impianto che funziona davvero c’è un lavoro che nessuna delle due competenze copre da sola.
Che cosa facciamo, detto senza giri di parole
Progettiamo, installiamo e teniamo in esercizio reti di sensori per infrastrutture stradali. I nostri interlocutori sono concessionarie autostradali, enti gestori, servizi viabilità di province e città metropolitane, e le società di manutenzione che lavorano per loro conto.
Il lavoro comincia quasi sempre con una domanda mal posta. «Vorremmo installare dei sensori sul viadotto» non è una specifica: è un’intenzione. La prima cosa che facciamo è riportare la conversazione sulla domanda vera — che cosa serve sapere, con quale anticipo, per prendere quale decisione — perché da lì discende tutto il resto: la famiglia di sensori, la frequenza di campionamento, il vettore di trasmissione, il piano di manutenzione.
Capita regolarmente che la risposta corretta sia che l’impianto non serve, o che serve un impianto molto più piccolo di quello immaginato. Lo diciamo. È il motivo per cui i nostri rapporti con i gestori durano parecchi anni.
Come siamo organizzati
Lavoriamo con tre nuclei che si parlano quotidianamente. Il nucleo di progettazione tiene la parte trasportistica e strutturale: definizione della domanda di misura, scelta delle sezioni, dimensionamento della rete, interpretazione della normativa applicabile. Il nucleo di campo esegue rilievi, posa, taratura e manutenzione, con squadre abilitate al lavoro su strada aperta al traffico e alla gestione dei cantieri stradali. Il nucleo di sistemi si occupa della catena del dato: concentratori, protocolli, integrazione SCADA, interfacce di esportazione, sicurezza delle reti operative.
Non abbiamo un catalogo di prodotti nostri da collocare. Selezioniamo i componenti in base al sito, e questa indipendenza dal fornitore è una scelta industriale che difendiamo: ci consente di dire che una certa tecnologia non è adatta senza perdere un margine.
Dove lavoriamo
La sede è a Roma, in Via del Corso 45. Operiamo su tutto il territorio nazionale, con squadre che si spostano per campagne di installazione e con presidi temporanei nei cantieri di durata più lunga. Le attività di esercizio — sorveglianza della telemetria, controllo di plausibilità, gestione degli allarmi tecnici — si svolgono da remoto, con reperibilità concordata contrattualmente.
Sicurezza sul lavoro, che qui non è un capitolo formale
Buona parte delle nostre lavorazioni avviene su strada aperta al traffico o in finestre notturne con corsia deviata. La segnaletica di cantiere, il coordinamento con la sala operativa del gestore, la formazione delle squadre e il controllo delle attrezzature non sono adempimenti: sono la differenza fra un cantiere che finisce e uno che finisce male. Ogni intervento ha un piano operativo dedicato e un preposto identificato.
Che cosa non facciamo
- Non installiamo sistemi di rilevamento delle infrazioni né apparati con finalità sanzionatoria: richiedono omologazioni e verifiche metrologiche che sono un mestiere diverso dal nostro.
- Non vendiamo dati di traffico. I dati raccolti dagli impianti appartengono al gestore che li ha commissionati.
- Non trattiamo il monitoraggio strutturale come sostituto delle ispezioni: è un complemento, e lo scriviamo nei documenti contrattuali.
- Non consegniamo impianti di cui solo noi possiamo fare manutenzione. Credenziali, documentazione e codici dei ricambi restano al gestore.
Come lavoriamo
Tre regole che ci siamo dati
Il dato deve essere ispezionabile
Ogni record porta l’identificativo del nodo, l’istante in tempo coordinato universale e la versione del firmware. Se un numero non è ricostruibile a ritroso, non è un numero utilizzabile.
I limiti si dichiarano
Ogni misura ha un’incertezza e ogni modello ha un dominio di validità. Li scriviamo nei documenti di collaudo, anche quando renderebbero il risultato più convincente tacerli.
L’impianto deve sopravviverci
Componenti reperibili, protocolli aperti, documentazione consegnata. Un gestore deve poter cambiare manutentore senza rifare l’impianto.
Iniziamo da un problema concreto
Ci racconti che cosa non riesce a sapere oggi del Suo tratto. Da quella domanda partiamo per capire se e come possiamo essere utili.