Programmazione degli interventi

Manutenzione predittiva

Sapere quanto carico è realmente transitato cambia il modo di programmare gli interventi: dal calendario fisso alla soglia misurata, con una riserva di sicurezza dichiarata.

Riferimento TVR-S05

Squadra di manutenzione al lavoro su una pavimentazione stradale

Dal calendario alla condizione

La manutenzione programmata a calendario è semplice da gestire e sistematicamente inefficiente: interviene troppo presto dove il traffico è leggero e troppo tardi dove i mezzi pesanti si concentrano. La manutenzione su condizione sostituisce la data con una soglia, e la soglia con una misura.

Nel caso delle pavimentazioni la grandezza di riferimento è il numero di assi equivalenti accumulati. La conversione dal traffico reale agli assi equivalenti passa da una legge di potenza che pesa in modo fortissimo i carichi elevati: è per questo che un conteggio senza classificazione, o peggio senza informazione di carico, non è utilizzabile per la previsione. Un solo veicolo commerciale in sovraccarico può pesare quanto migliaia di autovetture.

I modelli e i loro limiti

I modelli di degrado che utilizziamo combinano tre gruppi di ingressi: il carico accumulato, ricavato dai sensori di traffico e, dove presenti, dai sensori di pesatura dinamica; le sollecitazioni ambientali, cioè cicli di gelo e disgelo, escursione termica e presenza d'acqua; lo stato iniziale, ricavato dai rilievi ad alto rendimento e dalle schede di difettosità.

Sono modelli utili e dichiaratamente approssimati. Restituiscono un ordinamento di priorità e un intervallo temporale, non una data. La qualità della previsione dipende dalla lunghezza della serie disponibile e dalla stabilità della sezione: dopo un rifacimento del tappeto il modello va reinizializzato, non prolungato.

Un modello di degrado serve a mettere in fila i tratti, non a promettere il giorno in cui si formerà la buca.

Manutenzione dell’impianto, non solo dell’infrastruttura

Lo stesso principio si applica alla rete di sensori. Ogni nodo espone la propria diagnostica: tensione di batteria, qualità del collegamento radio, numero di ritrasmissioni, temperatura interna, deriva dell'orologio. Un nodo che comincia a ritrasmettere più del solito segnala quasi sempre un problema di antenna o di alimentazione prima che smetta di funzionare.

  • Tensione di batteria confrontata con la curva attesa per la temperatura del periodo.
  • Rapporto segnale/rumore del collegamento e conteggio delle ritrasmissioni per nodo.
  • Continuità della serie: percentuale di intervalli attesi effettivamente ricevuti.
  • Scostamento fra sensori affacciati sulla stessa sezione, indicatore precoce di deriva.

Come si usa l’uscita del sistema

Il risultato non è un cruscotto da guardare, è un elenco da lavorare: tratti ordinati per priorità, con progressiva chilometrica, indicatore che ha superato la soglia, valore attuale e valore di soglia, e una nota sulla confidenza. L'ufficio tecnico lo confronta con le disponibilità di bilancio e con la programmazione dei cantieri, e decide. Il sistema non decide al posto di nessuno: rende esplicito il costo del rinvio.

Il formato conta più di quanto sembri. Un elenco ordinato che si può esportare, annotare e portare in riunione produce decisioni; una schermata interattiva che nessuno riesce a stampare produce riunioni senza decisioni. Consegniamo quindi sempre entrambe le forme, e la relazione periodica in formato documentale con la data e la versione dei dati su cui è costruita.

Dalla previsione al capitolato di manutenzione

La parte che rende utile il sistema è quella che quasi nessuno affronta: tradurre l'ordinamento di priorità in lotti di lavorazione appaltabili. Un elenco di duecento tratti da cinquanta metri non è un cantiere; diventa un cantiere quando i tratti contigui con lo stesso meccanismo di degrado si aggregano in lotti di lunghezza sensata, compatibili con la produttività giornaliera delle squadre e con le finestre di chiusura ottenibili.

Questa aggregazione ha regole proprie: conviene accorpare tratti che richiedono la stessa lavorazione, evitare di frammentare l'intervento su una corsia in più campagne successive, e sfruttare la contiguità con altri lavori già programmati sulla stessa tratta. Il risparmio che si ottiene sull'allestimento e sulla segnaletica di cantiere è spesso superiore al risparmio ottenuto anticipando o rinviando il singolo intervento.

Che cosa serve per partire

Un sistema di manutenzione su condizione non richiede di strumentare tutto. Richiede tre cose: una segmentazione della rete in tratte omogenee per traffico e struttura della pavimentazione, almeno una sezione di misura del carico per ciascuna tratta significativa, e uno stato iniziale documentato ricavato da un rilievo ad alto rendimento o dalle schede di ispezione esistenti.

Con questi tre elementi il modello comincia a produrre ordinamenti utili entro pochi mesi, e migliora con l'accumularsi della serie. Aspettare di avere una copertura sensoristica completa prima di iniziare è il modo più efficace per non iniziare mai.

Ha un tratto da strumentare?

Ci descriva il problema — un conteggio da rifare, un viadotto da sorvegliare, una galleria da adeguare — e Le rispondiamo con un'ipotesi tecnica motivata, comprese le alternative che costano meno della nostra.

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